Mentre leggete questo articolo, i mondiali di calcio sono appena finiti. Mentre l'articolo io lo scrivo invece sono iniziati non da molto, anche se ho appena quell'amaro in bocca di quando è finito il primo giro di eliminatorie, che per me è la parte migliore dei mondiali: quasi tutti hanno addosso l'ansia della prima volta e comunque (salvo rari casi che ormai ci hanno fatto il callo) è sempre un palcoscenico importante, e questo vuol dire che fioriscono le cappelle e le vaccate da parte di squadre titolate e che sulla carta sarebbero in grado di vincere la coppa FIFA indossando comode Moppine™ DeFonseca a forma di panda.
spot girato da Quentin Tarantino
D'altra parte il bello del calcio è che è uno spazio sicuro in cui si può sfanculare l'ossessione per il controllo su tutto per la durata di un'ora e mezza, ci si può abbandonare alla fantastica sensazione di essere totalmente in balia degli eventi e sbattersene i coglioni. Dico bene, amici, vero? No? Oh! Questo è ben strano perché io che notoriamente per tutta la vita ho sentito l'ansia per avere le cose sotto controllo, persino agitandomi quando le interfacce utente dei vecchi videogiochi andavano contro qualsivoglia principio della gestalt (chiamavo questa espressione della merda nella testa di certi sviluppatori "aporiomorfismo" nel vecchio blog), quando guardo una partita sono decisamente tranquillo. L'ultima volta che credo di essermi veramente incazzato per una partita di calcio è stata la semifinale Bologna-Olympique Marsiglia nella famosa cavalcata di Coppa UEFA del 1998, che si concluse in rissa. Lì capii quello che mi era stato detto tante volte, cioè che non mi veniva in tasca niente se si vinceva, anzi. Sfortunatamente questo mi ha impedito di godere particolarmente quando il Bologna, 27 anni dopo, ha vinto la Coppa Italia.
Intendiamoci, ero contento, ma il termine "godere" mi sembra un pelino fuori luogo, specie se ogni volta che tra tifosi qualcuno (io) fa presente il fastidio per una totale mancanza di ambizione da parte della società che pensa principalmente ad appianare i conti svendendo la gente appena diventa un minimo forte, la risposta è "ZITTO E GODI, MI FIDO DI SARTORI, ABBIAMO POI VINTO LA COPPA NEL 25 EH COSA TI ASPETTI" e via baluginando perle di cinismo realista profondamente atteggiato. Che se c'è un ambito in cui ci si deve abbandonare a un profondo escapismo da tutto ciò che sono calcoli, statistiche, e inquadramenti in modelli predittivi, quello è proprio il tifo calcistico. E il porno, ma non mi risulta che esista un Opta del mondo hard che fa il calcolo delle "expected sborrate" suddivise per categoria di PornHub.
ma sui porno italiani di mezzo secolo fa sì
Sto divagando. Dicevamo del calcio. Alla fine è difficile trovare la giusta quadra tra il poetare pseudobreriano alla cazzo di cane (a proposito, se vi aspettate un articolo scritto dal fantasma di Gianni Brera su queste pagine, aspettate pure a lungo perché non ci sarà. A forza di riscaldarla, la minestra diventa immangiabile) e il freddo cinismo realista col naso arricciato tipico dei vatnik trinariciuti che vanno a ripetere gli stessi punti della propaganda sovietica su La7. Il modo migliore per vivere il calcio è forse come vissi io la finale del mondiale 2006 vinto dagli Azzurri quando non avevano ancora lodevolmente cominciato a boicottare il viscido Infantino e i suoi amichetti dittatori (Pensavamo che peggio di Blatter in quanto a corruzione non si potesse fare, ed eccone uno che fa sembrare Blatter De Coubertin a confronto). Sta di fatto che durante Italia Francia ero così stanco che mi addormentai. Ero andato a lavorare alle 4 (facevo un lavoro fisico in quel periodo) poi avevo preso il treno per andare a trovare mia mamma e mia sorella che stavano al mare. Ero lì che ronfavo profondamente, sento un gran casino da fuori, mi tiro su, chiedo "Abbiamo vinto?" e poi torno a dormire.
Anche lì, ero contento, ma un po' mi giravano i coglioni perché sapevo che sull'onda della poesia avrebbero mandato a volemosebene tutta la storia di Calciopoli. In quel periodo propendevo un po' per il cinismo realista, ma abbiate pazienza, ero anche convinto che atteggiandomi a Dottor Gregory House avrei avuto più successo con le donne, non capendo che la cosa che mi mancava per fare lo stronzino così era il carisma di Hugh Laurie. Molta gente ancora non l'ha capito. Di fatto però, Calciopoli finì a taralli e vino. Probabilmente sarebbe finita così anche se fossimo arrivati secondi. Ci voleva una bella figura di merda affinché facessero qualcosa, ma anche lì avrebbero trovato certamente un capro espiatorio...
sucareeeeeee
...e sarebbe finito tutto con un bello "ma è ora di voltare pagina, let's not point finger, focus on the solution not the problem" e tutte quelle cose che vengonoi dette affinché la responsabilità di qualche magheggio diventato troppo palese per essere ignorato, viene mutualizzata. Evviva eh!
Dunque, che fare? Io nel mio piccolo posso continuare a sbattermene le balle e guardare le partite in chiaro sulla tv locale (vivendo in un paese che si è qualificato ai Mondiali, la tv pubblica ha più o meno tutte le partite quindi non devo neanche recarmi sui siti-pezzotto), i miei figli anche, ma alla fine essendosi entrambi convertiti al tennis, mi piace pensare che vivano il calcio nella giusta maniera. Certo, quando alla cerimonia di apertura Bocelli è stato riconosciuto dai miei figli come "quello che ha cantato assieme a Sinner" sono rimasto un po' interdetto.
"faccio finta di non aver visto"
Ma al di là delle qualità operistiche di Bocelli che sono al più mediocri, della sua onnipresenza nelle pacchianate all'americana che si atteggiano a "cultura alta", e della sua discutibile immagine di portabandiera di un'italietta da cartolina per gente che fatica a trovarci sull'atlante e ci incensa come popolo di camerieri e smandolinatori, che dite, vogliamo riconoscergli il merito di essersi riconciliato con il calcio dopo che un incidente di calcio gli ha portato via la vista da bambino? O la scriviamo sotto pecunia non olet sempre per stare in tema di deprivazioni sensoriali? Decidete voi, perché io ho già divagato di nuovo!
Quello che voglio dire è che se nel vecchio blog ho detto che a rovinare il calcio è stato l'eufuismo brerino del giocatore come guerriero e gladiatore, ora mi sento che in egual misura è responsabile quello che, sempre nel vecchio blog, usavo come definizione di nerdismo: la scientificazione dello svago, il cercare di ricondurre tutto a valori discreti quando cose come le clamorose botte di culo non potranno mai essere quantificate.
"che ne diresti di quantificare il mio culo straordinério?"
E chissà che non sia il calcio statistificato che ci impedisce da 3 edizioni ormai di portare una nazionale decente ai Mondiali (salvo inquantificabili botte di culo con cui si vincono gli europei, ça va sans dire): le scuole calcio fanno giocare i giovani talenti in base a bioritmi, curve di crescita, e rottura di cazzo da parte dei genitori ambiziosi, e il calcio italico si svuota di talenti. O forse semplicemente il giuoco del calciuo ha rotto i coglioni per tutte e non solo le ragioni che ho elencato qui sopra. Chissà! Magari è la stessa cosa che ha pensato il sopravvalutatissimo Baggio (quello col codino) che, nell'autismo tipico di chi non vede problemi nel riconciliare il buddismo soka gakkai con l'avere una riserva di caccia privata in Argentina, ha scritto un tomo di 900 pagine con interlinea tripla su come rifondare il calcio italiano, e che nessuno ha mai letto. Sono quasi sicuro che sia pieno zeppo di banalità, e mi ha fatto pensare che forse ci si potrebbe fare sopra un bel videogioco. Inizialmente avevo pensato di fare una serie di puzzle come il noto The Fool's Errand, ovvero risolvere enigmi per ricomporre il manoscritto di Baggio e scoprire che alla fine era pieno di frasi come "il pubblico è il dodicesimo uomo in campo" ma sarebbe diventato trito in fretta. Quindi sono partito dal cliché del dodicesimo uomo in campo e ho deciso di trasformare i tifosi in pedine di gioco in un Risiko a zona, in cui bisogna conquistare il campo avversario.
Non è un'idea nuovissima perché esiste un bel gioco da tavolo chiamato Torjäger (della Kosmos, costa 10€ su Amazon tedesco) in cui bisogna fare una cosa del genere, ma più semplificata. Interessante anche che il suo autore è laureato in matematica (come tanti autori di giochi da tavolo) e spende il suo tempo a fare ricerche sulla teoria del caos che consistono nel mettere dei lego in lavatrice e vedere che cosa vanno a formare dopo un giro di centrifuga. Ora non mi spingo a questo, ma il gioco come idea non mi dispiace. Ci ho pure messo un bonus stile morra cinese in cui si telefona a Biscardi (un classico, anche 20 anni fa quando facevo videogiochi idioti spesso Biscardi ci scappava). Il gioco iniziale è stato fatto con Claude Sonnet 4.5, da interfaccia chat (non pago per Claude Code) e rifinito tramite Composer, il LLM nativo di Cursor (in realtà un LLM cinese open source ben manipolato) Le immagini sono state generate con Gemini, specificando la richiesta di stile retro-pixelato, anche se è sempre necessario specificare quando si parla di retro-pixelato che l'effetto neon rosa non ci piace. In generale, non sono sicuro che mi soddisfi al 100% questo gioco: forse ci ho messo troppa carne al fuoco, forse i comandi potrebbero seguire di più la gestalt, potrei pararmi il culo dicendo che Francesco Carlà faceva uscire un gioco al mese e avevano tutti lo stesso motore, qui siamo molto più eclettici! Ma non lo farò e prometto che prima o poi ci tornerò sopra per vedere se si può rendere un capolavoro. Se no, ce ne faremo tutti una ragione e tornerò sul giuoco del calciuo con altri prodotti.
Detto questo, che dire? Ah sì, c'è anche la musica. Tutte le musiche dei miei giochi sono produzioni mie, remixate con Suno, ma la melodia e l'idea originale proviene da me, e lasciate che me la tiri. Detto questo, che aggiungere? Niente! Ho scritto tanto.