Allora prima di tutto non ho problemi a dire che anch'io, come tanta gente, trovavo che ripetere al lunedì le battute della domenica sera di Mai Dire Gol fosse il massimo dell'umorismo. Se ne è parlato più volte in questa sede, e nulla da dire, accettiamo la nostra storia di sfiga. E così sì, il personaggio del nostalgico monarchico "Luigio Guastardo della Radica" faceva molto ridere e nel suo nonsense, "Ah! La Tauromachia" pronunciato con voce gutturale da Fabio de Luigi da Santarcangelo di Romagna era un tormentone che valeva la pena ripetere. Quando invece propose l'ingegner Cane, sarà perché ero più adulto, sarà che facevo ingegneria e quindi la presa per il culo degli ingegneri in quanto sfigati divorziati dalla realtà era abbastanza deprimente per me che già divorziato dalla realtà lo ero, senza bisogno di buttare via 3 anni in un'ordalia per avere il pezzo di carta e che mi avrebbe ulteriormente alienato e rincoglionito (ebbene sì amici! Ho solo una misera triennale!)

Millemila esami completamente inutili per potersi vantare di essere stato in un "atelier culturale"
Ma sto divagando: dicevo che il personaggio di Guastardo imperversava tra noi giovani con la sua assurdità, purtroppo tempo trent'anni e tanti Guastardi sarebbero diventati elzeviristi di quotidiani-barzelletta comunque a tiratura nazionale e considerati "seri" nel nome di una malriposta interpretazione del concetto di equità. Oh, niente. Sto sempre deviando cose che mi fanno scendere i coglioni. Passiamo al gioco, vi va?
Anche perché se poi inizio a fare la reprimenda sull'editore di "Gente di Un Certo Livello" (urbano cairo) non la finisco più e sembro un tifoso del torino
O meglio, passiamo alla storia che c'è dietro il gioco. Questa divertente vaccata era una cosa che volevo fare più o meno dai tempi di Mai Dire Gol, e tutto questo comincia quando un mio compagno di liceo molto più popolare, sportivo (sponda basket), piacente e disinvolto di me mostrava comunque una vena di interesse alle nerdate, o comunque nel nome di una democristiana amicizia di tutti, si fingeva interessato.
Praticamente così
E insomma una volta tutto esaltato arrivò con uno di quei libri-strenna natalizia-fermacarte che regalavano le banche un tempo, con quelle pagine iperplastificate che probabilmente hanno smesso di produrre dopo l'undici settembre, perché salendo su un aereo con uno di quei libri avresti potuto tagliare la giugulare a qualcuno con una delle sue pagine. E insomma questo libro trattava di certe abitudini della Bologna medievale, in particolare i violentissimi e insensatissimi sport di piazza, e lui che conosceva della mia passione per creare videogiochini idioti mi suggerì di creare un videogioco su una cosa chiamata Porcomachia ("Ah! La porcomacchia!). Fantastica idea, ma al tempo mi mancavano proprio le capacità, e Klik 'n play non aveva sprite di suini già pronti, con mia grande sorpresa.
Piccola digressione: una software house tedesca aveva creato un gioco chiamato M.U.D.S (Mean, Ugly, Dirty Sports) che pareva piuttosto carino, ma che al tempo non avevo mai avuto, ma durante il mio momento di bulimia abandonware avevo scaricato per completismo, ma infine non avevo avuto voglia di mettermi lì a imparare i comandi da tastiera che erano, appunto da gioco tedesco. Ora, pur non avendoci giocato avevo trovato divertente l'idea di un gioco di sport fantasy medievale, e ancora di più mi aveva stuzzicato la curiosità giocare col mame a Pigskin 621 AD della Midway, un gioco arcade con una specie di football americano con sberle e troll.

Lo ammetto, ci ho un debole per quel gioco.
E quindi va da sé che l'idea di realizzare la Porcomachia in forma videoludica mi ronzava in testa da quel dì e siccome per le stronzate ho una costanza veramente encomiabile, alla fine, 30 anni dopo ce l'ho fatta, con le dovute divergenze dal game design originale. Ebbene sì, perché la Porcomachia nella Bologna medievale, così come la raccontava quel libro, era una tenzone in Piazza Maggiore tutti contro tutti, con una benda in testa e un bastone in mano, e un maiale lasciato libero per la piazza. Chi riusciva ad ammazzare il maiale se lo portava a casa per farne insaccati, pennelli, giacche in peccari, etc. (come è noto non si butta via niente). Potete anche ben immaginare che il picco dell'ilarità lo si raggiungeva quando un malcapitato concorrente veniva scambiato per maiale e malmenato. Ilarità!
Ilarità!!
Ora, io che per i maiali ho sempre avuto una certa simpatia non voglio certo incentivare la violenza contro questi animali, quindi ho preferito trasformare le regole della porcomachia in una specie di polo medievale a piedi, con la palla che è sì fatta in pelle di maiale, ma che tiene dentro di sé il resto del maiale, lasciato scorrazzare per il campo. E se per caso il maiale dovesse tirare le cuoia, beh, pessime notizie amici! Avete perso il punto. "Ma se lo ammazzano gli altri?" Niente, perdete lo stesso. Tié. Così imparate a sfogarvi su un povero porcellino che voleva solo raggiungere la fama necessaria per potersi impalmare la maiala più famosa e desiderata del tempo, Sidney Suini. (groan.)
Sarà l'argomento ma la battuta in stile "tito faraci quando ancora non si era montato la testa" mi è venuta così
Eh, vabbè, lasciatemi fare un po' di cosiddetti "dad jokes", su. Di fatto, il gioco si svolge nello stesso universo narrativo di 2 Towers, 1 City, ovvero Bononia Turrita, che è la città principale di quelle Lande che popolarono videogiochi fantasy da me realizzati un puzzilione di anni fa, che vedevano come protagonisti un gruppo di amici, che poi sono più o meno gli stessi che giocavano all'amico del giaguaro al Bar Viola. alla fine, come sempre, time is a flat circle. Di fatto, a me 'sto gioco piace molto, e ne sono fiero. Era partito mesi fa direttamente con Claude Sonnet 4.5, e rifatto con anche grafica generata da Qwen 3.8 Pro, che è decisamente impressionante nel rapporto qualità prezzo. Poi alcuni sprite li ho sistemati a mano con Paint.NET perché mi pigliasse un bruciaculo se l'AI è capace di disegnare un walkcycle come Iddio comanda. Ma ci arriveremo.
Per adesso ci accontentiamo