MAISON DE L'AMOUR
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DISCO #1 - 1991
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> W LA DIGA
DATA: 10/08/2026 | AUTORE: Ex Videogiocatore | CATEGORY: videogioco
È brutto, bruttissimo, trovare consolazione dalle proprie manchevolezze guardando quanto fanno cagare gli altri, questo è chiaro. Ma ogni tanto fa bene non tanto per la parte di autocompiacimento quanto come reality check. Mi spiego: sei li che fai fatica a stare dietro a ogni cosa, ti preoccupi per cose che viste con raziocinio non sono così importanti ma che nell' immediato (nel qui e ora, come dicono gli psicologi che non praticano ma lavorano nelle hr) ti sembrano questioni di vita e di morte. Sei perennemente convinto di non riuscire a stare dietro a ogni cosa, e ti chiedi se c'è qualcosa che non va in te. Poi magicamente porti i figli a una play-date (anglicismo tanto esecrabile quanto sintetico ed autoesplicativo, mannaggia) e vedi comportamenti, presso altri genitori, che ti fanno sinceramente chiedere come facciano certe persone ad avere un pasto caldo e un cambio di mutande ogni giorno. 

Detto così sembra elitista e non escludo che lo sia, ma credetemi se a volte resto sgomento da come certe persone si creino problemi dove non ce ne sono, quasi per il gusto di avere qualcosa di cui lamentarsi in maniera molto teatrale. Questo mi fa pensare che prima o poi un gioco basato sui gruppi WhatsApp dei genitori devo farlo. Ma sto divagando: dicevo che tra gli altri genitori che incontro una preoccupazione diffusa che trovo inutile è quella legata alla mascolinità tossica performativa. Prima che chiudiate la pagina in disgusto perché l'ex videogiocatore è diventato all' improvviso woke, lasciate che spieghi.

L'Ex Videogiocatore, circa 2026

Secondo la definizione classica la mascolinità performativa sarebbe a dire che ci sono uomini che mettono su una performance che li mostra come i sensibiloni, i romantici e gli impegnati, al solo scopo di chiavare. Ok? Fin qui ci siamo.

La mascolinità tossica mi pare di capire che sia definita come il machismo "cazzo e cazzotti" perché solo i veri ommini sono quelli che si fanno rispettare e solo con una sana dose di continua paura di può ottenere il rispetto (teorema completamente invalidato nel caso in cui si sia una persona non di merda ma si sa, i pesci non riescono a definire il concetto dell' acqua in cui nuotano.). 

'Giorno! 'Giorno!

Ecco, uniamo queste due definizioni e troviamo quello che vedo io in svariati padri quando ci si incontra, una continua escalation di sfiga per dimostrare agli altri uomini che ... Ma che cosa, poi? Perché a sentire certi discorsi mi pare di sentire dodicenni che non hanno mai superato il trauma dell' aver scoperto che Luttazzi copiava le battute e devono sempre e comunque tentare tragicamente di fare la battuta cinica, spesso anche a spese della propria famiglia (non la famiglia di origine, ma la famiglia che hanno scelto di costruire). E quindi giù a smerdate tutto il tempo moglie e figli, e a fare la faccia sorpresa e a dire "ehhh ma io scherzo, anche tu fatti una risata" quando dico che questo è un umorismo del cazzo e se ti fa tanto schifo tua moglie lasciala. Sono particolarmente sensibile a questo argomento perché ho visto precipitare un caro (ormai ex) amico in questa totale incapacità di esprimere pubblicamente qualsiasi cosa di positivo per la sua compagna e per sua figlia, un continuo vomitare fiele in pubblico, forse per non mostrare la propria vulnerabilità. Forse altra gente della mia generazione, che è stata tirata su dagli stramaledettissimi boomer, è cresciuta sentendo ripetuta ad libitum la liturgia di lamento per cui i giovani d'oggi sono dei rammolliti e ai miei tempi signora mia, etc. etc. E insomma mostrare vulnerabilità significa essere deboli: o forse applico questo ragionamento perché ci sono cresciuto io, chi lo sa.

Il ritratto della virilità

E in questi mini teatrini il modo più efficace per mostrare vulnerabilità è parlare delle cose che ci piacciono davvero. Conto i minuti in cui ci si lamenta del lavoro, della moglie, dei figli, del traffico, del governo, della scuola, dei prezzi del supermercato, del caldo, del freddo, dei vicini, dei cani, dei monopattini, dell'IA che ci ruberà il lavoro, della GEOPOLITICA (il vero e proprio marchio dello stronzo): troppi.  Provo a dire cose come: "Sai che invece questa settimana mi sono proprio divertito con mio figlio?" O "Questa iniziativa della scuola di cui si lamentano tutti alla fine ha il suo perché".

Silenzio.

Come se l'entusiasmo fosse sospetto, perché dire pubblicamente che si sta bene significasse esporsi al rischio di essere presi per il culo. Da adolescente, ero convinto che gli adulti avessero finalmente imparato a fregarsene del giudizio degli altri. Poi divento anagraficamente adulto (ma vengo da un paese in cui a 50 anni ti chiamano ancora ragazzo) e scopro che molti cinquantenni ragionano ancora come le vittime della pubertà negli spogliatoi dopo educazione fisica. Solo che invece di discutere se è più forte Goku o Vegeta discutono di mutui, pannolini e SUV mantenendo esattamente lo stesso livello emotivo.

U-nio-ne-ci-vi-leeee!

L'unica differenza è che adesso il branco non ti guarda con sospetto perché non sai che cazzo è successo nella puntata di ieri perché l'autobus era in ritardo o semplicemente perché non te ne frega un cazzo, ma perché hai osato dire semplicemente che non hai voglia di lamentarti perché in fondo, non hai nulla di cui lamentarti.

Come se la felicità fosse un errore di valutazione destinato a essere corretto dal tempo, e quando il tempo presenta il conto, allora giù a ghignare con la vocina stridula di Luttazzi che faceva Panfilo Maria Lippi di Tabloid. Una ulteriore perversione totale del sedersi sulla riva del fiume ad aspettare i cadaveri altrui (che già nella sua accezione originale era un bel modo del cazzo per buttare via il proprio tempo)

Insomma, la battuta preventiva è un'assicurazione. Se prendi per il culo per primo tua moglie, nessuno potrà dirti che ci tieni troppo e se verrai mollato in fondo tu sei un duro. Se fai passare i figli come una condanna, nessuno penserà che cio' che tu sei ora, da un punto di vista emotivo, dipende anche dall'esserti commosso diventando padre e guardando i tuoi figli crescere. Se trasformi ogni affetto in una caricatura, sei al sicuro, il lavoro sporco lo hai già fatto tu, non possono distruggerti se ti sei già dato fuoco da solo.

Better to burn out than to fade away

A me questa cosa mette una tristezza infinita, perché ci sono passato attraverso questo modo di essere (tendevo molto a svalutarmi) e perché comunque non è necessario essere infelici o depressi per cadere in questa trappola. Anzi. Credo che molte persone siano sinceramente contente della vita che hanno costruito. Solo che sembrano terrorizzati dall'idea di dirlo ad alta voce.

Peccato che poi la vulnerabilità esca comunque, solo che esce di traverso. Esce sotto forma di sarcasmo continuo. Esce sotto forma di competizione su chi dorme meno, chi scopa meno, chi lavora di più, chi è più martire degli altri. È come se ci fosse una gara permanente a stabilire chi è il San Sebastiano del parcheggione che dà sulla provinciale nella Cittadina Altolocata Situata Adiacente L'Eccellente Capoluogo Con Hotel e Industrie Oligopolistiche (C.A.S.A.L.E.C.C.H.I.O.) in cui stava il mio liceo.

Scusate lo sfogo. E scusate anche se qui entriamo nel territorio delle supposizioni e quindi prendiamo ciò che sto per dire per quello che è: una sensazione, non una diagnosi raggiunta tramite metodo strettamente scientifico. Ma ho come l'impressione che molti dei miei coetanei  ultraquarantenni che si prestano a questo giochino in cui si fa a gara di chi è il più cinico e disilluso a dispetto della posizione di martire, siano persone che hanno passato così tanto tempo a interpretare un ruolo che gli altri si aspettavano da loro da non sapere più bene quale sia la parte autentica.

(Sto forse chiamando in causa il famoso "Dio Tutti" di Uriel Fanelli? Ebbene sì, orologio rotto, ora esatta etc. etc.).

Insomma, non mi stupirebbe scoprire (mi vengono almeno in mente due persone per cui sono sicuro che le cose stiano così) che qualcuno abbia fatto scelte di vita più per inerzia, pressione familiare, paura di deludere o di restare soli che per reale desiderio o perché cambiare strada sembrava impossibile o troppo faticoso e insomma tavò: ne consegue che quando li vedo fare quel ruolo del cinico vissuto, non so fino a che punto stiano cercando di impressionare gli altri e fino a che punto cerchino disperatamente di convincere se stessi. 

Una specie di teatro permanente in cui tutti devono ridere alla battuta, tutti devono fare finta che niente faccia male e soprattutto nessuno deve mai dire "questa cosa mi importa", e non appena c'è uno straccio di differenza di opinione subito, per quella paura di iniziare a farsi domande difficili, c'è sempre qualcuno che ripiega su "E comunque ragazzi viva la figa".

Ci sto arrivando eh

Che da un lato è un tentativo di eliminare i conflitti perché in fondo una società in cui tutti ci si dà ragione a vicenda è molto più rassicurante, e dall' altro lato è anche il rinforzare l'eterna bugia in cui vivono. Con questo voglio dire che ci sono molti padri di famiglia che si trovano in quella situazione a dispetto del fatto che non era il loro desiderio? Forse! Ma se così fosse, quanto sarebbe migliore la vita per costoro se accettassero, anche in ritardo, la loro natura. Tanto per cominciare, 
non sentirebbero dirsi da me che hanno lo stesso sense of humour di un coprolite.

"Ok, bravo, noi condividiamo - diranno ora i miei venticinque lettori - ma fermo restando che non inizieremo certo a dare dei ricchioni a destra e a manca sul gruppo whatsapp dei genitori, tutto questo che c'entra col videogioco di oggi? Hai scritto sto papiro per introdurre un'analisi sociologica da quattro soldiche capisci solo tu?"

Ebbene no, semplicemente avevo fatto una piccola variante sul genere del tetris, ma orientata a recintare un fluido in continua espansione, e il derivativo "W La Diga" mi faceva molto ridere anche perché credo che sia lo stesso genere di ragionamento che certi registi italiani dell' epoca d'oro del nostro cinema avrebbero fatto. Da lì a metterci personaggi adeguati il passo è stato breve. Non aspettatevi delle sbirciate a Lory del Santo che si fa la doccia, non sono certo quell'affamatone di Ivan Venturi (e la generazione tramite AI di donne nude manda un blocco i puritanissimi generatori di immagini). Però il concetto è carino per me è soddisfacente anche per il casual gamer, a volte riesci pure a vincere e la soddisfazione c'è. Forse un pelo troppo facile, ma ok. Il problema qui è stato beccare l' estetica corretta: il foglio da progetto ingiallito stile anni 60-70 è difficile da rendere sugli schermi retina, ma apprezzate lo sforzo, su.

E comunque ragazzi cliccate qui per giocare.

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