Sul McLuhanismo come autoreferenzialità ho già parlato diverse volte, e questo già di per sé è ironico se pensiamo che questo denunciare ripetutamente l'autoreferenzialità è esso stesso una forma di autoreferenzialità. Ma mi fermo subito prima di diventare eccessivamente convoluto, non è qualcosa che voglio fare. Non oggi, almeno, o non in questo blog. In realtà l'idea è che la parte interessante e che stimoli la riflessione per voialtri siano i videogiochi: va detto però anche che i videogiochi sono stati creati da un programma addestrato su un corpus testuale già esistente, fatto di cliché e di luoghi comuni che vengono poi tradotti in testo presunto "originale".

Mi piace pensare di aver sviluppato un occhio clinico sufficientemente scafato per individuare al volo il cosiddetto "ai slop", non perché abbia chissà quale superpotere, ma per il semplice fatto che lo stile è perfettamente riconoscibile, e che prima dell'esplosione del testo generativo potevo ricondurre soltanto al noto libretto di autoaiuto "Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita", che vantava uno stile diretto e lapidario, ma almeno non si prendeva troppo sul serio, e soprattutto non aveva la tendenza a leccarmi il culo e a darmi ragione, cosa che può essere piacevole se sei un narcisista amorale come chi queste cose le vende, ma se sei una persona normale con un minimo straccio di empatia è una cosa molto pericolosa.
Come fai a guardarlo negli occhi e non dire che ha un'anima
Non mi meraviglio che ci siano già stati casi di gente che si è suicidata perché usava ChatGPT come psicoterapeuta personale: questo viscido pezzo di merda non fa altro che darti ragione e distorce persino la realtà pur di compiacerti, roba che se lo stai ad ascoltare hai una visione del mondo completamente fottuta, e finisce che decidi di invadere l'Ucraina pensando che la gente ti lancerà addosso i fiori.
Insomma, non nego l'utilità dei large language models, ma come amico immaginario o confidente gratuito non è per niente consigliato. Quello che fa, nell'interazione con l'essere umano, è di prendere i limiti di base nella psicologia di scuola rogersiana e portarli all'estremo.
Per chi non lo ricordasse, la psicologia di scuola rogersiana è quella che conosciamo meglio perché viene sistematicamente presa per il culo un po' da tutti: il terapeuta ti fa delle domande, tu dai delle risposte, e il terapeuta ti fa altre domande e non interviene, né ti giudica mai. Può essere utile per guidarti a fare le giuste domande, ma quando sei tu che hai bisogno di risposte perché non ce la fai più, allora diventa un po' difficile, e avere un leccaculo che ti dice hai ragione a prescindere da quello che dici, allora ti senti preso per il culo. Almeno, per me è così! Pare che ci sia molta gente a cui piaccia sentire una metaforica lingua che gli spazza il metaforico sedere. Non lo so. Sono fatto strano.
Alla fine, non è cambiato molto da questo.
Di fatto, la lezione fondamentale di McLuhan è ridotta al noto detto "Il medium è il messaggio", che nulla ha a che vedere con la storia "ogni mia topica è utopica" che è una traduzione fatta à la Bagaglino di una cosa che McLuhan ha detto veramente in una gag di un film di Woody Allen. Il punto più interessante di questo assunto è come il rapporto tra chi parla e chi ascolta sia riconfigurato dal mezzo di comunicazione stesso. Il leccaculismo intrinseco di un Large Language Model, che alla fine è una traslazione di diversi ordini di grandezza più woke delle leggi della robotica di Asimov, è funzionale alla comunicazione non conflittuale, per il semplice fatto che, e perdonatemi l'uscita un pelo qualunquista, se il Large Language Model ti dà del coglione, tu non rinnovi l'abbonamento. Semplice!
se solo la vita fosse così semplice...
Il messaggio rivelato dal medium è dunque chissenefrega se l'IA ha allucinazioni o inventa fatti, tanto gli esseri umani lo fanno da sempre! Ma adesso esiste una tecnologia capace di sostenere senza sosta qualunque narrazione spingendosi a livelli ossessivi e completamente scevri di ogni senso del ridicolo. Internet aveva trasformato ogni individuo nel centro della propria bolla informativa, ma il chatbot trasforma ogni individuo nel centro della propria bolla di dialogo interiore. Ebbene sì, amici, immaginatevi ChatGPT e soci come il Guardiano di Ultima 7, la voce interiore, che anziché prendervi per il culo, il culo ve lo lecca! Non è bellissimo? No, a me fa stracagare. Ma se mi permettete una personalissima interpretazione, lasciatemi dire che quando un medium raggiunge un certo livello di pervasività smette di essere uno strumento e diventa un ambiente, un mondo su cui calibriamo i nostri pensieri e seguendo le sue regole, senza nemmeno accorgercene.
Ora, tutto questo non è niente di nuovo, ma fa bene esplicitarlo ogni tanto. La prima sensazione di come il nuovo mezzo di comunicazione diventasse alla lunga sempre più autoreferenziale lo scoprii quando da giovinetto, senza internet da cui scaricare la robaccia e senza social media attorno al cui engagement avrei fatto girare il loro senso, mi trovai che il software che mi passava Beppe M. della palestra in cui facevo judo era principalmente software di manutenzione del PC. Bello, comodissimo, mi faceva sentire professionale, ma non serviva a un bel cazzo di niente. Quindi ho deciso di fare anch'io una bella suite di diagnostica, risoluzione problemi e benchmarking per dos, ma con una piccola variante. Quale? Eh beh, sta poi a voi scoprirlo, su. Su.