MAISON DE L'AMOUR
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DISCO #1 - 1991
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> CAGARE IN UFFICIO
DATA: 28/09/2026 | AUTORE: Ex Videogiocatore | CATEGORY: videogioco
Il gioco di oggi deriva da due cose. La prima è ovviamente la gioiosa sensazione di aver sbloccato un elemento fondamentale nel nostro personalizzimo skill tree quando si riesce a raccogliere il coraggio a quattro mani e sedersi sulla tazza in ufficio, depositando un glorioso e fumante stronzo di dimensioni tali che l'intera direzione facility e logistica dell'azienda per cui lavorate metterà il vostro quadro nell'ufficio del direttore (che userà come bersaglio per le freccette).

Employee of the year 826 a.D.

La seconda è una curiosa scoperta che feci il giorno del mio matrimonio, ormai dieci anni fa (dieci bellissimi anni, e che ce ne siano almeno altri centomila): tre amici che dai dintorni del vecchio paese venivano alla cerimonia (e a farsi una scofanata di canederli la sera prima del matrimonio nonostante gli avessi detto di stare leggeri) misero la loro foto su facebook (erano pur sempre 10 anni fa) e la nostra prof di matematica del triennio del liceo era contenta di sapere che mi ero sposato, pur non ricordandosi chi fossi. Dopodiché diede un like a un'immagine divertente postata su un gruppo facebook di cui faceva fieramente parte. Il nome del gruppo, lo avrete immaginato, era "cagare in ufficio".

non questo ma quasi

Il fatto è che poter uscire dalla comfort zone e cagare in un cesso che non è il proprio è qualcosa di estremamente liberatorio, e non parlo della cacata che si fa. Parlo proprio di quello che è uscire dallo schema di ristrettezza mentale per cui si ha un cordone ombelicale mai tagliato nei confronti del nido d'origine, che era poi lo stesso schema che un mio sodale ancora sosteneva di avere a più di 35 anni, grazie al quale poteva confessarmi di rischiare regolarmente la peritonite a causa dei coproliti che gli si formavano in pancia ma che non voleva espellere perché riusciva solo a fare caccona a casina. Tutto questo ovviamente con la "self-deprecation" di chi cercava di mascherare la propria depressione con un sarcasmo e cinismo finendo per sembrare un dodicenne che cerca di imitare Luttazzi credendosi l'apice della simpatia intelligente. 

Come quando a Satyricon fece finta di mangiare una merda (qui rappresentata)

Bah! Magari ho questo fastidio perché ci sono passato anch'io, che una volta alle medie ero stato malissimo perché non mi sentivo a mio agio a cagare nel cesso scolastico, e avevo telefonato a mia nonna per venirmi a prendere perché avevo proprio dolori lancinanti alla pancia. Mia nonna, che evidentemente soffriva anche lei del bias cognitivo per cui si cacava bene soltanto in casa, fu stranamente comprensiva e anzi mi disse pure che se non riuscivo più a tenerla avrei potuto scaricare sui sedili in "vinpell" della sua Fiat 1100R. Me ne guardai bene e tenni duro anche perché la strada era breve, e una volta fiondatomi a casa mi liberai dicendo tra me e me "mai più".

Non raffigurato: il sedile in vinpell foderato di merda

Va detto che i bagni delle scuole superiori e dell'università erano spesso in condizioni così pietose che presi la sana abitudine di andare di corpo per bene la mattina prima di prendere l'autobus. Il mio eroico compatriota Della aveva un altro approccio: mi ha detto recentemente che siccome lui la mattina prima di partire proprio non ci riusciva, scendeva dall'autobus e nei cinque anni di liceo ha battezzato numerosi bar lungo la statale che portava al Bar Viola (e successivamente al liceo). Ognuno, giustamente, ha la sua tecnica, per parafrasare mio figlio piccolo che per ogni cosa gli piace farsi la sua tecnica particolare (non per l'andare di corpo, che io sappia).

Insomma, dai cessi dei luoghi di istruzione superiore mi sono tenuto sempre lontano per lo schifo che facevano, ma non escludo di averli usati in casi di emergenza. Com'è come non è, è stato iniziando a lavorare che ho scoperto che cagare in ufficio non solo è liberatorio ma anche un'attività stimolante, stuzzichevole e di gran lunga preferibile a una riunione o a doversi subire lo small talk dei colleghi che sentono il bisogno impellente di riempire i silenzi, come se dovessero continuamente fare un "ping" (per usare termini nell'ambito delle telecomunicazioni) al resto del mondo per dimostrare che essi esistono. Ebbene sì, cari amici, ve lo confermo, lo esistete, e posso provarlo dal fatto che state disturbando il mio silenzio, che è un magnifico facilitatore di quella peristalsi necessaria a una soddisfacente evacuazione, cari miei.

Evacuare in ufficio

Peggio ancora è quando la gente ti ferma in corridoio e sa benissimo che stai andando a fare qualcosa che può essere urgente come può non esserlo (sono affaracci tuoi, d'altra parte) e nonostante tutto ti ferma chiedendoti qualcosa che avrebbe potuto benissimo essere un'email ma sai, ci vuole il contatto umano, certe cose vengono meglio face to face, io sono good with people quindi non mi affido alle fredde e-mail e via stronzeggiando, e intanto tu magari per pranzo per non perderti la lunchtime conference in cui dovevi farti vedere da quello che firma le tue ferie e decide sulla tua promozione, hai mangiato con l'imbuto la crescentina con salsiccia e fontina di Al Mi Furnèr (nota anche storicamente come "la bomba a tempo", perché dopo averla mangiata tempo 30 minuti e si aprono le cataratte della merda, che tu sia seduto sulla tazza o no) e stai urgentemente cercando un posto in cui stare un po' da solo a riflettere sulle tue scelte di vita, e l'ultima cosa di cui hai bisogno al mondo è qualcuno che ti faccia un reminder di rispondere all'email che ti ha mandato 3 giorni fa ed era scritta talmente alla cazzo che ti è venuto l'istinto di chiamare l'HR per chiedere di sostituire questa persona con il principe nigeriano che il giorno prima ti aveva chiesto 20.000€ per sbloccare il conto escrow in cui era bloccata la sua eredità. 

Capirete insomma che il gioco di oggi è stato fatto esattamente per descrivere questa meravigliosa sensazione. Sei un anonimo impiegato che ha mangiato un kebab di dubbia provenienza (kebab, sì, niente crescentina salsiccia e fontina. Una volta imparato a cagare in ufficio si diventa un po' quelli che Stalin chiamava "cosmopoliti senza radici", ma senza la parte antisemita). 

Tick-tock, motherfucker 

La conseguenza è che lo stimolo arriva prontamente e il cesso è solo all'ultimo piano dell'ufficio (d'altra parte la lungimirante politica dell'azienda punta su trucchetti come l'architettura ostile per forzare la gente a minimizzare i tempi morti), e chiaramente la tua espressione sudaticcia viene scambiata dal resto dell'azienda per una trance agonistica di iperlavoro, e quindi tutti ti si fiondano addosso per chiederti cose, come se la cagata imminente ti donasse un'aura, un kamae come avremmo detto la scorsa settimana a proposito di Smaila's Ambition, di quello che è pronto a spaccare culi a destra e a manca, mentre l'unico culo che ti interessa è il tuo, e vorresti anche tenerlo integro visto l'uovo di Fabergé tempestato di diamanti che stai per deporre. 

Ah che brutta cosa l'incomunicabilità umana!

Brutta cosa anche non essere in grado di animare un walkcycle decente, ma d'altra parte per compensare il gioco è disponibile pure in CGA!

Quindi sì, alla fine l'unica cosa da fare in questi casi è cercare di schivarli o di prenderli a sberle per allontanarli. Se Napoleone, durante una conversazione che lo annoiava, spesso se ne andava senza dire niente, noi che non abbiamo il carisma del petit caporal dovremo ahimé ricorrere alle maniere forti, ma senza fare troppi movimenti inutili e non stare troppo attaccati al blaterare altrui, perché in quel caso lo stimolo cresce. Cliché come dinamica di gioco, direte voi, alla fine è praticamente un qualsiasi double dragon / final fight / golden axe / eccetera, ma con la scusa della cacata! E in quattro modalità grafiche diverse, per giunta!

Ebbene sì, cari amici, apprezzate almeno che ho messo la possibilità di scegliere la scheda grafica per un maggiore realismo e per canalizzare la frustrazione che di giochi del genere, a parte Golden Axe, non ne avessi tanti sul mio PC! E insomma dopo giochi molto più cerebrali un po' di sberle ci stanno sempre bene, insomma. Come sempre, dateci un'occhiata e fatemi sapere se vi garba. Per un maggiore realismo e senso di benessere, giocateci seduti sulla tazza.

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